La Storia dell'avis nazionale
La storia dell’Associazione ha inizio nel Settembre del 1927 ad opera del Dott. Vittorio Formentano il quale lancia sul Corriere della Sera a Milano, un appello per costituire un gruppo di volontari per la donazione del sangue. A questo appello rispondono 17 persone che si riuniscono per la prima volta il 15 Maggio del 1927 e pongono gli obbiettivi della futura Associazione:
q FRONTEGGIARE LA CRESCENTE NECESSITA’ DI SANGUE;
q AVERE DONATORI CONTROLLATI NELLO STATO DI SALUTE E NELLA TIPOLOGIA DEL SANGUE;
q COMBATTERE IL DILAGARE DELLA COMPRAVENDITA DEL SANGUE;
A Milano l’11 Novembre 1929 viene costituita ufficialmente l’ Associazione Volontari Italiani del Sangue.
In seguito al “ventennio fascista” (nel quale, come tutti sappiamo, molte delle associazioni preesistenti, non allineate con il regime o non partorite da questo, non potevano avere vita oppure esistevano clandestinamente), l’Avis nel 1950 viene riconosciuta dallo Stato con la Legge n.49. Inoltre, nel 1967, con la Legge n. 592, viene regolamentata la raccolta, la conservazione, e la distribuzione del sangue umano sul territorio nazionale.
Dagli anni ’70 l’Associazione si diffonde sul territorio grazie alla nascita di sedi decentrate: regionali, provinciali e comunali, legate ad unico statuto nazionale. Quest’ultimo enuncia i principi che delineano i caratteri dell’AVIS e recitano come segue:
“l’Associazione è apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione ed è costituita da persone che donano il loro sangue volontariamente, periodicamente, gratuitamente, anonimamente e responsabilmente”.
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